Analisi approfondita: Chi deve ottenere la licenza? Lo standard globale per i negoziati SEP si sposta verso l’«Access for All»

"License to All" or "Access for All"?

Nel campo dei negoziati per le licenze dei Brevetti Essenziali per uno Standard (SEP), una questione rimane al centro di un intenso dibattito globale: «A quale livello della catena di fornitura deve essere stipulato l’accordo di licenza?».

Dietro i due concetti di «License to All (LTA)» e «Access for All (AFA)» si nasconde una battaglia economica ad alto rischio tra i titolari dei brevetti e gli utilizzatori della tecnologia, che riflette modelli di business fondamentalmente opposti.

目次

1. Perché la scelta del licenziatario è una questione cruciale

Per i prodotti tradizionali come gli smartphone, dove la connettività rappresenta la funzionalità principale, la struttura era lineare: i produttori di telefoni pagavano le royalty. Tuttavia, con l’avvento dell’era dell’IoT (Internet delle cose), che ha portato la connettività su automobili, macchine da cantiere e impianti industriali, la situazione è radicalmente cambiata.

  • Produttori di prodotti finiti (es. case automobilistiche)
  • Produttori di moduli di comunicazione e telematica
  • Produttori di chipset di comunicazione

In quale punto di questa catena di fornitura i titolari dei brevetti dovrebbero riscuotere le royalty? L’industria è divisa in due schieramenti contrapposti.

2. «License to All (LTA)»: Licenze per qualsiasi richiedente

L’approccio License to All sostiene che i titolari dei brevetti non devono rifiutare una licenza a nessuna entità all’interno della catena di fornitura che desideri ottenerla, indipendentemente dal suo livello.

Sostenitori

Principalmente i fornitori di componenti e i produttori di prodotti finiti.

  • L’argomento dei fornitori di componenti: È più logico e sicuro per i fornitori gestire direttamente le licenze e offrire «componenti garantiti dal punto di vista brevettuale». Ciò consente di coprire il rischio di garanzia di non contraffazione per i loro clienti (i produttori di prodotti finiti), aumentando al contempo la competitività dei componenti sul mercato.
  • L’argomento dei produttori di prodotti finiti: Risolvere la questione delle licenze a livello del fornitore di componenti—dove risiede la competenza tecnica e la base del prezzo è inferiore—è la soluzione economicamente più efficiente per l’intera catena di fornitura.

Argomenti chiave

  • Equità: L’impegno FRAND (Fair, Reasonable, and Non-Discriminatory) assunto nei confronti delle organizzazioni di standardizzazione (SDO) implica intrinsecamente la promessa di concedere licenze a qualsiasi richiedente di buona fede.
  • Stabilità: Se un fornitore di componenti detiene una licenza, i produttori di prodotti finiti che acquistano quelle parti possono produrre senza temere accuse di violazione di brevetto (esaurimento del brevetto).
  • Fondatezza del calcolo: Le royalty dovrebbero essere calcolate sulla base del prezzo della più piccola unità commerciale che implementa il brevetto (SSPPU – Smallest Saleable Patent Practicing Unit) correlata alla tecnologia di connettività.

3. «Access for All (AFA)»: L’accesso alla tecnologia è sufficiente

L’approccio Access for All afferma che i titolari dei brevetti sono liberi di scegliere a chi concedere le licenze. Anche se le licenze sono limitate ai produttori di prodotti finiti, non vi è alcuna violazione degli impegni purché i fornitori di componenti possano «accedere e utilizzare» la tecnologia sottostante senza rischiare provvedimenti ingiuntivi.

Sostenitori

In primo luogo i titolari di SEP (come Ericsson, Nokia, Qualcomm, ecc.).

Argomenti chiave

  • Efficienza negoziale: Concludere accordi con un numero ristretto di produttori di prodotti finiti è significativamente più efficiente rispetto a negoziare singolarmente con migliaia di fornitori di componenti.
  • Riflesso del valore aggiunto: Il vero valore derivante dalla tecnologia di comunicazione si concretizza e deve essere valutato a livello del prodotto finale integrato (ad esempio, lo smartphone o l’automobile nel suo complesso).
  • Pratica commerciale: Nel settore delle telecomunicazioni, le royalty sono state storicamente calcolate sulla base del prezzo del prodotto finito.

4. Lo scontro sulle basi di calcolo: Prezzo del componente o del prodotto?

La ragione principale per cui questo dibattito è così acceso risiede nel suo impatto diretto sull’esborso economico effettivo delle royalty.

  • SSPPU (Smallest Saleable Patent Practicing Unit): Basa le royalty sul prezzo del componente commercializzabile più piccolo che implementa il brevetto (es. un chip). Questo avvantaggia l’utilizzatore (produttore).
  • EMV (Entire Market Value): Basa le royalty sul valore del prodotto finale completo (es. un’automobile). Questo avvantaggia il titulaire del brevetto.

Per un chip di connettività da 15 dollari rispetto a un’automobile da 35.000 euro, l’applicazione di un tasso di royalty dell’1 % porta a risultati finanziari completamente divergenti.

5. Dinamiche globali e tendenze giudiziarie

Il lungo braccio di ferro sul fatto se le licenze debbano essere concesse ai fornitori di componenti (License to All) o se i produttori di prodotti finiti debbano farsene carico (Access for All) sta convergendo verso una chiara risoluzione nella giurisprudenza internazionale.

Il consenso giudiziario globale riconosce sempre più la libertà del titolare del brevetto di selezionare il proprio canale di licenza (Access for All). Di seguito analizziamo perché il modello AFA si è affermato come lo standard principale e il divario esistente con le aspettative di alcuni settori industriali nazionali.

5-1. Riconoscimento giudiziario dei fondamenti di «Access for All»

I produttori di automobili e i fornitori di componenti hanno a lungo sostenuto che le licenze dovessero essere concesse equamente a qualsiasi licenziatario disposto (LTA). Tuttavia, le principali sentenze dei tribunali internazionali hanno sistematicamente respinto questa posizione.

Germania: Il caso storico Nokia v. Daimler

Litigato tra il 2020 e il 2021, questo scontro giudiziario in Germania ha influenzato profondamente la pratica globale della proprietà intellettuale. I tribunali hanno stabilito che i titolari di brevetti hanno il diritto di determinare il livello della catena di fornitura in cui desiderano concedere la licenza. Pertanto, anche se un fornitore di componenti richiede una licenza, il titolare può legalmente scegliere di negoziare esclusivamente con la casa automobilistica a valle.

Stati Uniti: FTC v. Qualcomm

Negli Stati Uniti, sebbene il tribunale di primo grado avesse inizialmente stabilito che il rifiuto di concedere licenze ai produttori di chip costituisse una violazione delle leggi antitrust, la Corte d’Appello del Nono Circuito ha ribaltato la sentenza. La corte d’appello ha chiarito che gli impegni FRAND non equivalgono a obblighi antitrust ai sensi dello Sherman Act, rispettando così il modello di business del titolare basato sul prodotto finito.

5-2. I fattori alla base della dominanza di «Access for All»

I titolari di SEP difendono fermamente questo modello per due ragioni economiche principali:

  • Efficienza transazionale: Gestire le licenze con pochi produttori di marchi consolidati (produttori di prodotti finiti) riduce i costi amministrativi e di transazione in modo molto più efficace rispetto al tentativo di siglare contratti individuali con una base frammentata di fornitori global di componenti.
  • Massimizzazione dei ricavi: Calcolare le royalty sulla base di uno smartphone da 1.000 dollari o di un veicolo completo, anziché di un chip da 15 dollari, consente ai titolari dei brevetti di riflettere nel prezzo l’utilità reale e il valore che la connettività apporta all’intero dispositivo.

5-3. Il divario con le aspettative dell’industria locale

Questo cambio di paradigma rappresenta una sfida complessa per alcune industrie nazionali. In Giappone, ad esempio, il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria (METI) ha sostenuto con forza il principio LTA nelle sue linee guida del 2020. Tuttavia, di fronte all’evoluzione della giurisprudenza internazionale, la posizione ufficiale è cambiata nel 2022. Le nuove linee guida hanno evitato di imporre un livello specifico della catena di fornitura, dando priorità alla valutazione della «buona fede» (Good Faith) dimostrata durante il processo di negoziazione.

Nonostante questo cambio di rotta normativo, persiste una forte preferenza per l’approccio LTA in molte catene di fornitura tradizionali e dell’automotive, creando una disconnessione con la realtà giuridica globale:

  • Aspettativa locale / Ideale: I fornitori di componenti dovrebbero detenere la licenza per garantire la stabilità della catena di fornitura.
  • Realtà giuridica globale: Il titolare del brevetto può rivolgersi al produttore del prodotto finito; fintanto che l’accesso alla tecnologia non è ostacolato, ciò non costituisce una violazione del principio FRAND.

Di conseguenza, quando un produttore di prodotti finiti tenta di eludere una negoziazione chiedendo a un titolare straniero di SEP di «parlare con i nostri fornitori», l’argomento viene sistematicamente respinto in base alla giurisprudenza internazionale.

5-4. Raccomandazioni strategiche per le imprese

Dato che l’«Access for All» si è consolidato come il paradigma globale, i produttori di prodotti finiti (automotive, elettronica di consumo, macchinari industriali) devono prepararsi a gestire queste negoziazioni in prima linea.

  • Superare la dipendenza dai fornitori: Le aziende devono assumere fin dalla fase di pianificazione che i fornitori di componenti non possiedono le licenze necessarie, ed internalizzare il costo delle royalty nel budget del prodotto finito.
  • Revisione delle clausole di indennizzo: I contratti di fornitura dei componenti richiedono un’analisi legale rigorosa per definire con precisione come verranno suddivisi i costi di difesa e le responsabilità nel caso in cui il produttore del prodotto finito debba affrontare una causa per contraffazione.
  • Impegno alla buona fede e alla trasparenza: La storica sentenza Pantech v. Google (relativa al Pixel 7) ha segnato il primo provvedimento ingiuntivo permanente basato su SEP emesso in Giappone. Il tribunale ha condannato Google principalmente perché l’azienda non ha rivelato i dati necessari per il calcolo delle royalty e ha mantenuto una postura non cooperativa, portando il tribunale a qualificarla come un «licenziatario riluttante» (Unwilling Licensee). Ciò dimostra che, anche in mercati storicamente protetti, i produttori rischiano il blocco delle vendite se non partecipano alle trattative in buona fede.
  • Sfruttamento dei pool di brevetti: Le piattaforme di licenza congiunta come Avanci operano direttamente secondo il quadro dell’«Access for All». Partecipare a questi pool offre una via pragmatica per mitigare i rischi di contenzioso in fase iniziale, ottimizzando al contempo i costi di transazione.

6. Conclusione

La visione idealistica del «License to All» è passata in secondo piano, eclissata dalla dominanza operativa dell’«Access for All». Questa tendenza è stata ratificata quando la proposta di «Regolamento SEP» della Commissione Europea—che cercava interventi normativi di tipo verticistico—è stata ufficialmente ritirata (Withdrawal) nel 2025 a causa della mancanza di consenso tra gli Stati membri. Questo ritiro sottolinea che i negoziati basati sulle pratiche di mercato (AFA) costituiscono lo standard definitivo.

Per le aziende che sviluppano prodotti IoT, i SEP non sono più un costo che può essere trasferito a monte. Rappresentano un rischio di gestione centrale che i produttori di prodotti finiti devono governare in modo diretto. Allineare la strategia aziendale a questi standard globali è ormai un requisito indispensabile per il successo commerciale.

Riferimenti

Sentenze giudiziarie chiave (Livelli di licenza e AFA)

  • Nokia v. Daimler (Germania, 2020–2021): Sentenza storica in Europa che ha confermato il diritto del titolare del brevetto di scegliere il livello della catena di fornitura per la concessione delle licenze.
  • FTC v. Qualcomm (USA, 2020): Il Nono Circuito ha stabilito che il rifiuto di concedere licenze ai produttori di chip concorrenti non viola le leggi antitrust, validando la struttura di licenza basata del prodotto finito.
  • Pantech v. Google (Giappone, Tribunale distrettuale di Tokyo, sentenza del 23 giugno 2025): Primo provvedimento ingiuntivo permanente nella storia giudiziaria del Giappone emesso per un SEP contro il Pixel 7. Una sentenza cruciale che dimostra che un utilizzatore che si rifiuta di rivelare i dati di calcolo dopo una raccomandazione di conciliazione giudiziale viene qualificato come in mala fede e si espone a divieti di vendita.

Evoluzione internazionale e di settore

  • Ritiro della proposta di «Regolamento SEP» della Commissione Europea: Presentata nel 2023 al fine di aumentare la trasparenza attraverso un registro centralizzato. La proposta è stata ufficialmente ritirata dalla Commissione Europea nel 2025 a causa dell’impossibilità di raggiungere un accordo tra gli Stati membri. Questo ritiro ha scatenato tensioni istituzionali, portando il Parlamento Europeo (attraverso la sua Commissione per gli affari giuridici, JURI) a intentare una causa contro la Commissione dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE / CJEU).
  • Avanci: Il principale pool di brevetti SEP per il settore dei veicoli connessi. La sua adozione diffusa da parte dei produttori globali di automobili ha consolidato il modello «Access for All» (basato sul veicolo finale) come lo standard de facto dell’industria.

Questo testo è stato tradotto da un modello di linguaggio di grandi dimensioni (LLM).

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